Perchè Google Ads Costa Troppo

Illustrazione sul motivo per cui Google Ads può costare troppo alle aziende quando campagne e strategia non sono ottimizzate per conversioni reali.

ADS Marketing · Rozzano (MI) ·
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Perché Google Ads costa troppo (e perché non sei “tu che non sei capace”)

Quando inizi a fare Ads e vedi costi che salgono, la sensazione è sempre la stessa: “sto buttando soldi”.
Questo articolo è per chi vuole capire cosa sta succedendo senza sentirsi preso in giro, e senza la solita fuffa da marketing.

Ti dico una cosa che vediamo spesso: la frase “Google Ads costa troppo” non nasce dai numeri.
Nasce dalla stanchezza. Dal sentirsi sempre un passo indietro.
Dal vedere click, chiamate strane, preventivi a vuoto… e intanto la carta di credito che gira.
Se ti ci ritrovi, è normale. E soprattutto: non significa che Google Ads “non fa per te”.

Google Ads “costa troppo” quando il costo per ottenere una richiesta utile supera quello che l’azienda può sostenere.
Succede di solito per tre motivi:
(1) mercato competitivo e domanda alta,
(2) contatti non in target che bruciano tempo e margini, 
(3) mancanza di controllo su ciò che succede dopo il click (gestione, risposta, qualificazione).

In pratica: non è solo una questione di “costo per click”. È una questione di economia completa:
quanto vale un cliente, quanta energia assorbe un contatto sbagliato, quanto velocemente riesci a trasformare interesse in appuntamento.

“Google Ads costa troppo quando non controlli quello che succede dopo il click.”

Prima domanda: “troppo” rispetto a cosa?

“‘Troppo’ non è un numero: è uno squilibrio tra costo e respiro.”

Quando a noi di Ads Marketing ci dicono: “Google Ads costa troppo”, noi non  pensiamo subito: “ok, CPC alto”.

Pensiamo: “ti sta togliendo respiro”.
Perché il “troppo” in azienda non è solo economico. È mentale.

E spesso “troppo” significa una di queste tre cose:
1) stai pagando per richieste che non puoi chiudere,
2) stai pagando per contatti che ti svuotano l’agenda senza portare margine,
3) stai pagando senza capire dove si rompe la catena.

Il punto è questo: Google Ads è un acceleratore. Se la tua macchina aziendale è a posto, acceleri bene.
Se invece hai frizioni (gestione contatti lenta, promesse confuse, processo commerciale fragile), acceleri lo spreco. E ti sembra che “Google sia carissimo”.

Milano & zone forti: quando è semplicemente competizione

“In certe zone il costo è alto perché la domanda è alta. È normale.”

C’è una verità che non piace: a Milano (e in tante aree calde tra Varese, Gallarate, Busto, Legnano) alcuni settori sono una rissa.
Non perché Google è cattivo. Perché tutti vogliono lo stesso cliente nello stesso momento.

Se sei in mercati dove la richiesta è urgente (auto, officine, lavori casa, riparazioni, pronto intervento), la concorrenza spinge. E quando la concorrenza spinge, i costi salgono. Punto.

Qui l’errore comune è psicologico: vedere un costo alto e pensare “mi stanno fregando”.
In realtà, a volte, il costo alto è solo il prezzo di entrare in una piazza affollata.
La domanda diventa: riesci a renderlo sostenibile? Non “riesci a farlo costare poco”.

Il costo che non vedi: contatti sbagliati

“Il contatto sbagliato ti costa due volte: una in Ads e una in azienda.”

Qui voglio essere empatico, perché è frustrante: spesso il problema non è “spendo tanto”.
È “spendo e mi arrivano persone che non c’entrano niente”.

E quando succede, ti senti pure in colpa: “forse sono io che non so comunicare”.
In realtà è un fenomeno molto comune: nel digitale, se non metti confini, la domanda si allarga. E se la domanda si allarga, si abbassa la qualità.

Ecco perché questa cosa fa male:
– preventivi inutili,
– telefonate che non portano da nessuna parte,
– gente che chiede “solo prezzo”,
– persone fuori zona,
– richieste incompatibili con quello che fai davvero.

Il costo di Ads lo vedi. Il costo del contatto sbagliato lo senti sulla pelle: ore buttate, nervi, dipendenti che si stufano.
E quando l’azienda si stufa, inizia a rispondere peggio. E la reputazione, pian piano, si rovina.

Il vero “prezzo” è il tempo aziendale

“La metrica più cara non è il click: è un’ora del tuo team.”

Se dovessi farti un regalo, sarebbe questo cambio di prospettiva:
Google Ads non costa troppo quando il CPC è alto.
Costa troppo quando la campagna consuma ore e non produce margine.

Ogni contatto che entra in azienda attiva una macchina: qualcuno risponde, qualcuno richiama, qualcuno fa un preventivo, qualcuno prepara un appuntamento. Se quella macchina lavora su contatti sbagliati, è come far girare un’officina per riparare biciclette: funziona, ma è spreco.

E non è solo una questione di soldi. È anche una questione di clima interno:
quando il team sente di lavorare “a vuoto”, cala la cura. E quando cala la cura, cala la conversione.
È un circolo vizioso che sembra “problema Google Ads”, ma è un problema di energia aziendale.

Quando il problema è la gestione (non la campagna)

“Se rispondi tardi, Ads diventa caro anche se è perfetto.”

Questa parte è delicata, quindi te la dico bene: a volte Google Ads “costa troppo” perché l’azienda non è pronta a ricevere domanda.
Non per cattiveria o incompetenza. Perché si corre.

Se un contatto arriva e:
– riceve risposta dopo ore (o giorni),
– riceve una risposta fredda,
– riceve un “mandami tutto via mail”,
– riceve mille domande senza sentirsi guidato, allora non è che Google Ads non funziona. È che il contatto si spegne.

E quando il contatto si spegne, tu devi pagare più click per ottenere lo stesso risultato.
E ti sembra che “Google aumenti i prezzi”. In realtà stai perdendo conversioni nel tratto che non vedi: quello umano.

Aspettative: cosa prometti vs cosa succede davvero

“Quando prometti male, attiri male.”

Questo è un punto che tanti sottovalutano: le campagne sono come un cartello in strada.
Se il cartello è vago o “troppo aperto”, entra chiunque.
Poi tu ti lamenti che entrano “quelli sbagliati”.

Non è colpa tua. È un errore di impostazione, spesso fatto in buona fede:
“lasciamola larga così arrivano più contatti”.
Ma più contatti non significa più clienti. Spesso significa più rumore.

E il rumore fa una cosa terribile: ti fa perdere fiducia nel canale.
E quando perdi fiducia, inizi a tagliare budget, spegnere, riaccendere, cambiare idea ogni 10 giorni.
E Google Ads diventa davvero caro, perché non dai tempo a niente di stabilizzarsi.

7 errori umani che fanno lievitare i costi

“La maggior parte dei costi alti nasce da decisioni emotive, non da Google.”

Non parlo di “tecnica”. Parlo di cose che vediamo ogni settimana e che fanno male anche a persone molto capaci:

  1. Aspettarsi risultati immediati e cambiare tutto troppo presto: ti impedisce di capire cosa funziona davvero.
  2. Volere “tutti” come clienti: apri le porte e poi ti lamenti del caos.
  3. Misurare solo quantità (click, chiamate) e ignorare qualità: il team si intasa e le chiusure calano.
  4. Rispondere in modo disorganizzato: lo stesso contatto viene “sballottato” e si raffredda.
  5. Non avere un filtro commerciale: preventivi a vuoto che ti bruciano ore.
  6. Tagliare budget nel momento sbagliato: ti rimangono solo le opportunità peggiori e sembra che Ads sia “tossico”.
  7. Cercare colpevoli (Google, agenzia, mercato) invece di guardare dove si perde energia.

Se ti riconosci in uno o due punti, non sei “scarso”. Sei solo in una situazione normale.
Il valore sta nel vedere il problema prima che diventi un’abitudine.

Tabella: sintomo → cosa c’è sotto → conseguenza

“Il sintomo è visibile. La causa è quasi sempre nel processo.”

Sintomo Cosa c’è sotto Conseguenza reale
“Spendo ma non chiudo” Contatti freddi o gestione lenta Costo per cliente sale, morale scende
“Arrivano solo curiosi” Messaggio troppo largo, pochi confini Preventivi inutili, team intasato
“Tutti chiedono prezzo” Percezione “commodity” Guerra di sconti, margini bruciati
“Le chiamate non si presentano” Aspettative non allineate Agenda bucata, nervi e caos
“Ogni mese peggio” Cambi continui, nessuna stabilità Decisioni emotive, spreco ricorrente

FAQ 

La domanda vera non è ‘quanto costa Ads’, ma ‘quanto mi costa non capire dove perdo contatti’.”

Perché Google Ads costa sempre di più?

Spesso perché il mercato è più competitivo e perché serve più “energia” per ottenere lo stesso risultato.
Ma molte volte i costi salgono perché il processo dopo il click perde conversioni: contatti non in target, risposta lenta, aspettative confuse.
Quando perdi conversioni, devi pagare più click per ottenere lo stesso numero di clienti.

È colpa del costo per click?

Il CPC è solo una parte. Puoi avere CPC alto e campagne sostenibili, o CPC basso e campagne disastrose.
La sostenibilità dipende da quanto ti costa ottenere una richiesta utile e da quanta energia aziendale assorbe gestirla.

Perché mi arrivano contatti fuori zona?

Perché online la domanda tende ad allargarsi se non metti confini chiari.
Nel locale anche pochi km cambiano tutto: se attiri richieste casuali, sembra che Ads “spenda e basta”.
Il problema non è la piattaforma: è la qualità della domanda che stai generando.

Perché mi chiedono solo il prezzo?

Perché in quel momento ti stanno percependo come “una scelta tra tante”.
Quando l’utente non vede differenze chiare, l’unica cosa che chiede è lo sconto.
Questo non è un destino: è un segnale che stai attirando persone nel modo sbagliato (o stai parlando a tutti).

Se aumento budget peggiora?

Non necessariamente, ma se c’è una frizione nel processo (gestione contatti, qualità, aspettative), aumentare budget amplifica quella frizione. È come aumentare la velocità su una macchina che vibra: non risolvi, peggiori.

Le campagne “non funzionanti” sono sempre colpa dell’agenzia?

A volte sì, spesso no. La verità è che il risultato è una catena: mercato, messaggio, gestione contatti, follow-up.
Se un anello è debole, tutto sembra “colpa Ads”. La cosa utile è capire dove si rompe la catena, senza cercare un colpevole.

Quanto tempo serve per capire se Ads è sostenibile?

Non esiste una data magica. Però puoi capire abbastanza presto se la qualità dei contatti è sensata e se il team riesce a gestirli.
Se arrivano solo richieste inutili e il reparto commerciale è nel caos, il problema va affrontato subito, non “aspettato”.

Perché alcune aziende spendono tanto e sono felici?

Perché non guardano solo “quanto spendono”. Guardano quanto incassano e quanta energia assorbe ogni contatto.
Se il processo è sano, spendere tanto può essere un segnale positivo: significa che il canale regge e cresce.

Ads può funzionare con budget piccolo?

Può, ma bisogna essere realistici: in mercati competitivi un micro-budget rischia di dare segnali confusi.
Il punto non è “spendere poco”: è spendere in modo sostenibile rispetto a margini, tempi e capacità di gestione contatti.

Come capisco se sto buttando soldi?

Quando la campagna produce soprattutto fatica: preventivi inutili, chiamate fuori target, appuntamenti che saltano, e il team che inizia a odiare il canale. Quello è il segnale più affidabile.
Il costo “troppo” lo vedi negli estratti conto, ma lo senti soprattutto nel caos operativo.

Perchè Google Ads Costa Troppo articolo di Alessandro De Tommaso

Se vuoi capire perché Google Ads costa troppo nel tuo caso (Milano e provincia), scrivici:


https://www.adsmarketing.it/contatti/

Non siamo per tutti. Non contattarci se vuoi “la formula magica” senza guardare i numeri e il processo,
se vuoi solo click e non clienti, o se non hai voglia di mettere ordine nella gestione dei contatti.

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